RIPENSARE LE CITTÀ
MATTEO MEZZADRI

3 maggio – 28 maggio 2023
MATTEO MEZZADRI

RIPENSARE LE CITTÀ

Curatori: Sergio Sabbadini/Matteo Pacini

Contributo critico: Sandro Orlandi Stagl
Production manager: Jessica De Simone
Enti promotori: Fabbrica del Vapore e Comune di Milano

FABBRICA DEL VAPORE

Via Giulio Cesare Procaccini, 4 Milano

03 maggio 2023 – 28 maggio 2023

Orari: 11:00 – 19:00, chiusa il lunedì.
Vernissage: 2 maggio ore 18:00 – 21:00

Comunicato stampa, 16.05.2023

Fabbrica del Vapore, 2 maggio 2023 – verrà inaugurata alle 18:00 alla presenza dell’assessore alla Cultura di Milano, Tommaso Sacchi, e la direttrice Unità Speciali e Fabbrica del Vapore Maria Fratelli, la mostra di Matteo Mezzadri “Ripensare le città”. Il progetto, a cura di Sergio Sabbadini e Matteo Pacini e con la collaborazione del critico d’arte Sandro Orlandi Stagl, prevede l’esposizione della grande installazione site specific realizzata dall’artista in dialogo col bellissimo spazio di archeologia industriale denominato Messina 2.

Si tratta di una installazione di grande effetto, costituita da quasi 3.000 mattoni che riproducono lo skyline di una città immaginaria, una specie di gigantesco sistema di frattali nel quale un singolo mattone, la cellula di base, prende l’aspetto di un edificio, mentre migliaia di quegli stessi mattoni replicati e giustapposti l’uno accanto all’altro assumono le sembianze di una metropoli contemporanea.

Rispetto ai precedenti progetti come la gigantesca istallazione di oltre 300 metri quadri allestita presso la “Soglia magica” all’aeroporto di Malpensa nel 2022 o quella più concettuale ed astratta realizzata per l’ultima edizione della Biennale di Venezia, l’installazione della Fabbrica del Vapore presenta una forte novità nei materiali utilizzati: i mattoni sono in semplice argilla cruda essiccata. Grazie alla preziosa collaborazione con DANESI Spa, che ha sponsorizzato tutte le installazioni di arte pubblica realizzate finora dall’artista, Matteo Mezzadri è “entrato” nel processo produttivo dei laterizi e ne ha, per così dire, accorciato il percorso per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’opera. Grazie all’altrettanto prezioso contributo del prof. Arch. Sergio Sabbadini, esperto in tecniche costruttive sostenibili, sono state verificate con test e prove di laboratorio le caratteristiche tecniche di resistenza dei nuovi materiali e sono state messe a punto delle malte derivate unicamente dalla stessa argilla con la quale sono realizzati i mattoni. Negli oltre 60 mq di superficie occupata dall’installazione non è stato usato un solo grammo di materiale sintetico e a fine evento i mattoni verranno semplicemente reinseriti nel ciclo produttivo.

La mostra non si esaurisce con la grande installazione al centro dello spazio, che rappresenta piuttosto il perno attorno al quale si articolano una serie di altre opere realizzate con i più svariati mezzi espressivi: fotografie, video installazioni, sculture e sound design creeranno un percorso articolato che, nell’intenzione dell’artista, “restituisce la complessità e l’ambiguità del mondo contemporaneo”.

“Nel porsi domande sulle tante strade possibili per ripensare la città del futuro, Matteo Mezzadri dà forma alla sua visione con lo sguardo allenato di chi indaga da tempo i legami e la socialità, i conflitti tra l’individuale e il comunitario all’insegna di quella continua ricerca di convivenza fra opposti che lo spinge ad approfondire la poetica dei luoghi in relazione alle dinamiche umane.

In tutte le epoche, l’uomo ha cercato di qualificare lo spazio abitato e dell’abitare con definizioni capaci di racchiuderne la molteplicità degli aspetti, il più delle volte nel tentativo di trovare risposte e soluzioni. Attraverso un progetto multidisciplinare, Mezzadri si concentra più sul “cosa” che sul “come” sarà la città del futuro e lo fa approfondendo il tema delle relazioni umane in tempi carichi di tensioni, in cui l’omologante globalizzazione si impone nel suo carattere più marginalizzante, accompagnata da fenomeni di segregazione razziale, etnica e di classe.

Con questa installazione, Matteo Mezzadri delinea il profilo di un futuro possibile utilizzando il vuoto come potenzialità costruttiva per appianare le disuguaglianze sociali, facendo leva su quell’aspirazione al miglioramento insita nell’essere umano che sta alla base della sua evoluzione e dà un senso al suo stare al mondo” (Matteo Pacini)

L’opera è realizzata grazie alla sponsorizzazione di Danesi Group di Soncino (CR), azienda leader nella produzione di laterizi, La galleria ART & CO di Parma e ARTANTIDE Gallery di Verona. Il progetto è nato in collaborazione con Terra Migaki Design, ente che promuove progetti innovativi nel settore del Green design e progetti di architettura sostenibile. Due gli sponsor tecnici: 31.09.10, innovativa Falegnameria di quartiere in Milano e “POLLICE ILLUMINAZIONE” storica azienda milanese che dal 1908 realizza importanti progetti di illuminotecnica.

BIOGRAFIA

Matteo Mezzadri (Parma, 1973) inizia il suo percorso artistico da autodidatta a metà degli anni Novanta. Dopo una laurea in Scienze politiche presso la facoltà di Bologna e un master in design della comunicazione al politecnico di Milano, si dedica completamente alla ricerca artistica e alla fotografia. Nel 2009, grazie a una collaborazione col gruppo di artisti Zimmerfrei e una residenza a New York, si avvicina alla video arte che diventa da subito uno strumento imprescindibile. La sua poetica in quegli anni si concentra sul concetto di Architettura dei legami, con una particolare attenzione alle grandi metropoli contemporanee e alle complesse dinamiche relazionali che le caratterizzano. Nel 2012 inizia la serie fotografica intitolata “le Città minime”, lavoro esposto per la prima volta al MIA di Milano e poi in numerose gallerie, musei e rassegne in Italia e all’estero, come la prestigiosa European Month of Photography di Bratislava nel 2014. La serie fotografica riceverà diversi premi e riconoscimenti, tra i quali il Sony World Photography Awards della WPO di Londra sempre nel 2014. Nel 2016 viene invitato dal curatore prof. Massimo Ferrari a realizzare la prima installazione monumentale delle “Città minime” presso La Casa del Mantegna (MN). Sempre al 2016 risale l’incontro con il critico e curatore Sandro Orlandi Stagl, grazie al quale parteciperà all’edizione italiana della biennale Italia-Cina, presso l’Arca di Vercelli e, successivamente, all’edizione cinese della stessa biennale presso il Plastic Cultural Park di Pechino. Nel 2022 realizza la grande installazione di arte pubblica presso la Porta di Milano, spazio espositivo allestito presso l’aeroporto di Malpensa, e, sempre nel 2022, viene invitato dal Padiglione Nazionale del Camerun a realizzare una grande installazione per la 59° Biennale d’arte di Venezia.