a cura di Matteo Pacini
AEROPORTO DI MILANO MALPENSA
Terminal 1, Porta di Milano
Prorogata fino al 7 gennaio 2023
Mercoledì 30 novembre 2022, ore 19
Studio Arnaldo Pomodoro
Via Vigevano 3, 20144 Milano
Intervengono
Carlotta Montebello
segretario generale Fondazione Arnaldo Pomodoro
Federico Giani
curatore Fondazione Arnaldo Pomodoro
Matteo Pacini
curatore
Matteo Mezzadri
artista
Luciano Bolzoni
responsabile Art&Cultural Projects SEA Milan Airports
Ilaria Morganti
Itinerari Paralleli
Claudio Nelli, moderatore
Urbanfile
Imponente, silenziosa e maestosa presso la “Soglia Magica” al Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa, l’installazione site-specific RETHINK THE CITY, realizzata dall’artista parmense Matteo Mezzadri, ha ricreato una città in uno spazio-tempo sospeso capace di incuriosire, attrarre e stimolare riflessioni nelle migliaia di passeggeri transitati dal 13 aprile scorso ad oggi dalla Porta di Milano. Grazie alla calorosa accoglienza e alla viva curiosità del pubblico, l’opera proroga ulteriormente la sua permanenza in aeroporto fino al 7 gennaio 2023.
Il progetto stimola una riflessione importante sul ruolo dell’arte nella valorizzazione e nel dialogo con lo spazio pubblico, questione al centro dell’incontro Rethink the City, dibattito e progetti di arte pubblica per la valorizzazione della città che si tienemercoledì 30 novembre alle ore 19 allo Studio Arnaldo Pomodoro, in via Vigevano a Milano. Intervengono il segretario generale Carlotta Montebello e il curatore Federico Gianidella Fondazione Arnaldo Pomodoro, il curatore e ideatore del ciclo espositivo “Orizzonte degli Eventi” Matteo Pacini, l’artista Matteo Mezzadri, Luciano Bolzoni responsabile Art&Cultural Projects SEA Milan Airports e Ilaria Morganti di Itinerari Paralleli; modera Claudio Nelli di Urbanfile. La serata sarà anche occasione per presentare al pubblico ilcatalogo dell’esposizione RETHINK THE CITY a Malpensa, pubblicazione a cura di Matteo Pacini e Luciano Bolzoni, edita da Skira e disponibile sul sito dell’editore. Il volume bilingue italiano-inglese presenta testi di approfondimento, un ricco apparato fotografico e un’intervista inedita a Matteo Mezzadri a firma di Matteo Pacini, per raccontare tra testimonianze e immagini la poetica e le fasi di realizzazione della grande installazione site-specific per la “Soglia Magica” di Milano Malpensa.
Il progetto espositivo RETHINK THE CITY è promosso da SEA, Aeroporti di Milano e Comune di Milano, e si inserisce nel ciclo di mostre con tematiche ambientali e urbane “Orizzonte degli eventi”, ideato e curato da Matteo Pacini con il suo team PACMAT Art in progress appositamente per questo spazio, questa porta sul mondo che rompe la continuità architettonica aeroportuale e suggerisce nuove visioni del rapporto tra l’essere umano e la città.
Il prossimo appuntamento di “Orizzonte degli eventi” è già in programma per l’inizio dell’estate 2023 e invita passeggeri, curiosi e appassionati d’arte a scoprire l’installazione inedita, questa volta firmata da Fabio Viale, celebre scultore delle statue “tatuate” conosciute in tutto il mondo. Un modo per interrogarsi nuovamente sul rapporto dell’uomo con il contesto urbano, l’ambiente e l’abitare il nostro mondo.
In astronomia l’orizzonte degli eventi delimita la superficie di un buco nero, un confine immaginario in grado di collegare dimensioni parallele in cui passato, presente e futuro si sovrappongono. «Attraversando i corridoi di un aeroporto – dichiara Matteo Pacini – si ha la sensazione di seguire un automatismo paragonabile al moto dei corpi celesti, che si muovono nell’Universo così come i viaggiatori seguono i percorsi prestabiliti verso le loro destinazioni. Lungo quella che potremmo definire la “galassia aeroportuale” di Malpensa, la Porta di Milano è quella “Soglia Magica” che rompe la continuità architettonica e spaziale, catapultando il viaggiatore in un improvviso palcoscenico dal nero profondo in cui i concetti di spazio e tempo sembrano fondersi. Questo spazio si offre, quindi, come orizzonte degli eventi per infiniti spunti di riflessione sull’uomo e il suo stare al mondo, trasformandosi da luogo di passaggio a contenitore di incontri e scambi, interazioni e approfondimenti attraverso l’arte: un punto di vista privilegiato in cui passato e futuro si incontrano conquistando il presente».
RETHINK THE CITY è quindi il primo spunto offerto al viaggiatore per riflettere sull’ecosistema urbano e sul nostro rapporto con esso, attraverso lo skyline di una città immaginaria costituita da 6.000 laterizi forati realizzata da Matteo Mezzadri in concomitanza con un’analoga opera presentata alla Biennale di Venezia 2022, così da creare rimandi spaziali e temporali in due città chiave del nostro Paese per l’arte e il turismo.
«È la prima volta – afferma Michaela Castelli, Presidente SEA – che alla Porta di Milano ospitiamo un’installazione site-specific di così grande effetto. Una serie di mattoncini che danno vita a una città, come se fosse la prima destinazione raggiunta all’aeroporto di Malpensa, ancora prima di partire. Ci siamo impegnati in questi anni per offrire ai passeggeri e alla comunità aeroportuale il bello dell’arte scegliendo sempre la qualità e diversificando il messaggio perché crediamo nell’importanza delle emozioni. Il nostro spazio espositivo della Porta di Milano del Terminal 1 è un consolidato punto di riferimento per i passeggeri e per il mondo artistico».
Nel porsi domande sulle tante strade possibili per ripensare la città del futuro, Mezzadri dà forma alla sua visione con lo sguardo allenato di chi indaga da tempo i legami e la socialità, i conflitti tra l’individuale e il comunitario all’insegna di quella continua ricerca di convivenza fra opposti che lo spinge ad approfondire la poetica dei luoghi in relazione alle dinamiche umane. In tutte le epoche l’uomo ha cercato di qualificare lo spazio abitato e dell’abitare con definizioni capaci di racchiuderne la molteplicità degli aspetti, il più delle volte nel tentativo di trovare risposte e soluzioni. Attraverso linguaggi diversi e complementari, che vanno dall’installazione scultorea alla videoinstallazione, alla serie fotografica, Mezzadri si concentra più sul “cosa” che sul “come” sarà la città del futuro, e lo fa approfondendo il tema delle relazioni umane in questi tempi complessi e così carichi di tensioni. Antiche e moderne insieme, le sue città sono proiettate nel futuro e, al contempo,sospese nel tempo. Egli stesso le definisce “Città minime”, perché somma di tutti gli elementi possibili sintetizzati nell’essenzialità strutturale del mattone che diviene matrice, unità di misura modulare e infinitamente riproducibile su scale crescenti, come un frattale in cui l’insieme è formalmente uguale alla minima parte di cui è composto. Grazie a questa scelta si intesse così un muto dialogo tra l’installazione artistica e lo spazio che la accoglie, così come tra l’assenza umana all’interno di questa città “messa in scena” e tutta l’umanità che passandoci accanto nello spazio aeroportuale può interagire con essa, tra domande e risposte potenzialmente infinite.
«Le Città minime non sono “città ideali” – spiega Matteo Mezzadri –. Mi piace al contrario l’idea di rappresentare scorci di città reali con tutte le loro contraddizioni e inquietudini contemporanee. Le città brulicanti di vita sono spesso anche luoghi di infinite solitudini, e qui veniamo al vuoto inteso in senso poetico: le mie città sono infinitamente silenziose, fatte cioè di un silenzio interiore, quello che ci spinge a riflettere sulla nostra natura di esseri umani costretti a vivere a stretto contatto con una miriade di altri esseri umani. Più che di assenza dell’essere umano, parlerei piuttosto di presenza evocata, chiaramente percepita per quanto non direttamente visibile».
Con questa installazione l’artista delinea il profilo di un futuro possibile utilizzando il vuoto come potenzialità costruttiva per appianare le disuguaglianze sociali, facendo leva su quell’aspirazione all’elevazione e al miglioramento insita nell’essere umano, che sta alla base della sua evoluzione e dà un senso al suo stare al mondo. Ne nasce quindi una città che, come un aeroporto, diventa un luogo dove si incontrano tutti i mondi possibili.
L’opera è realizzata grazie al Main sponsor Danesi Group di Soncino (CR), azienda leader nella produzione di laterizi, con light design a cura di Artemide, in collaborazione con ArtExtension e 31.09.10 Falegnameria di quartiere in Milano.
Cenni biografici
Matteo Mezzadri (Parma, 1973) inizia il suo percorso artistico da autodidatta a metà degli anni Novanta. Dopo una laurea in Scienze politiche presso l’Università di Bologna e un master in Design della comunicazione al Politecnico di Milano, si dedica completamente alla ricerca artistica e alla fotografia. Nel 2009, grazie a una collaborazione col gruppo di artisti ZimmerFrei e una residenza a New York, si avvicina alla video arte che diventa da subito uno strumento imprescindibile. La sua poetica in quegli anni si concentra sul concetto di Architettura dei legami, con una particolare attenzione alle grandi metropoli contemporanee e alle complesse dinamiche relazionali che le caratterizzano. Nel 2012 inizia la serie fotografica intitolata “Le Città minime”, lavoro esposto per la prima volta al MIA di Milano e poi in numerose gallerie, musei e rassegne in Italia e all’estero, come la prestigiosa European Month of Photography di Bratislava nel 2014. La serie fotografica riceverà diversi premi e riconoscimenti, tra i quali il Sony World Photography Awards della WPO di Londra, sempre nel 2014. Nel 2016 viene invitato dal comitato scientifico di Mantova Architettura a realizzare la prima installazione monumentale delle “Città minime” presso La Casa del Mantegna a Mantova. Ancora al 2016 risale l’incontro con la galleria Artantide e il curatore Sandro Orlandi Stagl, grazie al quale parteciperà all’edizione italiana della Biennale Italia-Cina, presso l’Arca di Vercelli e, successivamente, all’edizione cinese della stessa Biennale presso il Plastic Cultural Park di Pechino. Nel 2022, in concomitanza con la mostra RETHINK THE CITY a cura di Matteo Pacini presso la Porta di Milano dell’aeroporto di Malpensa, viene invitato dal Padiglione Nazionale del Camerun a realizzare una grande installazione per la 59° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.